Premio Dessì - Villacidro 25.09.2016

  • Stampa

Esattamente 40 anni fa, il 25 settembre, esordimmo come Tenores di Neoneli. In questa stessa data riceviamo il "Premio Dessì", un premio speciale voluto appunto dalla stessa associazione che da 31 anni conferisce tale onoreficenza ormai di rinomanza nazionale e più, e dalla Fondazione di Sardegna. Leggerete le motivazioni che pubblico sotto. Ringraziando ancora di vero cuore per la sensibilità della Commissione, ammetto che ci siamo commossi come da anni e anni non succedeva. Eppure siamo scafati, abbiamo tante dirette televisive regionali, nazionali e internazionali alle spalle. Abbiamo cantato davanti a divi di ogni specie, a Presidenti, al Papa, ma ieri c'è stato forse qualcosa di magico. Ci siamo sentiti davvero apprezzati per quello che in Quaranta anni abbiamo fatto. Oltre le belle suggestioni del canto, del canto arcaico che diffondiamo nel mondo con grande e riconosciuta dignità artistica, ieri siamo stati premiati perché siamo un gruppo che in quarant'anni non ha solo "cantato", ma ha diffuso cultura, scrivendo, scrivendo e divulgando. Divulgando storie e tematiche sociali, divulgando angosce e speranze, divulgando personaggi storici poco conosciuti eppure mitici. Creando, scommettendo, mettendoci in gioco. In quell'ambito ieri ci siamo davvero sciolti in una commozione parossistica che ci ha contagiati, soprattutto i solisti, cui è mancato persino il respiro, in una circostanza. Eppure, ci sono alle nostre spalle anche delle mondovisioni in diretta. Ma tant'è, i sentimenti non hanno età, e chi non si commuove semplicemente non ha anima. Dunque, cari amici, non i soloni della "cultura", coloro che credono di avere sempre la verità in tasca, non certi giornalisti che ci hanno visti sempre con sufficienza e forse anche con fastidio, ma il "Premio Dessì", ci ha premiati e gratificati. Un suggello sontuoso ad una carriera insospettabilmente ricca di soddisfazioni ed emozioni.

Tutti a Neoneli, domenica c'è BARANTA, e a Masainas, lunedì 3 (NeonElio). La strada è ancora lunga. Chi ci ama è riamato, gli altri se ne facciano una ragione. Stiamo scrivendo nuove storie: "Non cantilenas vanas, vagabundas, cantadas tanti poro cherrer cantare...", diceva il nostro amico-fratello Peppino Marotto. Ci sta a pennello, con la nostra storia...
Ci siamo ancora e, a Dio piacendo, faremo ancora parlare di noi. ABBRATZOS.

Motivazioni Premio Dessì - Villacidro 25.09.2016
Motivazioni Premio Dessì - Villacidro 25.09.2016